
DOTT. FLOCCHINI

IBD E INTESTINO IRRITABILE
IBD e IBS non sono sinonimi
Le sigle sono simili, ma identificano condizioni profondamente diverse.
Con IBD, o malattie infiammatorie croniche intestinali, si indicano principalmente malattia di Crohn e rettocolite ulcerosa.
Sono patologie immunomediate nelle quali è presente un’infiammazione organica dell’intestino, documentabile attraverso esami, endoscopia, imaging e valutazione specialistica.
La IBS, o sindrome dell’intestino irritabile, è invece un disturbo dell’interazione intestino-cervello. Può provocare dolore addominale, gonfiore, stipsi, diarrea o alternanza, ma non determina le lesioni tipiche delle IBD.
Una persona con IBD può presentare anche sintomi funzionali simili a quelli della IBS, persino quando l’infiammazione è in remissione. Per questo non è corretto scegliere la dieta basandosi soltanto sul sintomo.
Alimentazione nelle IBD
Nella malattia di Crohn e nella rettocolite ulcerosa l’alimentazione deve essere adattata alla fase della malattia, alla sede dell’infiammazione, agli interventi subiti, alla presenza di stenosi, alla terapia e allo stato nutrizionale.
La dieta non sostituisce farmaci biologici, immunosoppressori, corticosteroidi o altri trattamenti prescritti. Una persona può avvertire meno sintomi pur mantenendo infiammazione attiva: per valutare l’attività della malattia servono gli strumenti indicati dal gastroenterologo.
Fase attiva e remissione richiedono strategie diverse
Durante una riacutizzazione può essere necessario modificare temporaneamente consistenza e quantità di fibra, suddividere meglio i pasti, aumentare l’attenzione a proteine, liquidi ed elettroliti e scegliere preparazioni più tollerabili.
In presenza di stenosi o rischio di occlusione, alcune fibre e alimenti richiedono indicazioni specifiche del team medico.
Non è sufficiente seguire una generica “dieta senza scorie”.
In remissione l’obiettivo è generalmente ampliare la varietà alimentare, prevenire carenze e sostenere la salute generale.
Mantenere restrizioni severe in assenza di indicazione può aumentare il rischio di malnutrizione e ridurre inutilmente la qualità della vita.
Carenze e stato nutrizionale nelle IBD
Infiammazione, riduzione dell’assorbimento, perdite intestinali, scarso appetito, interventi e farmaci possono favorire deficit di ferro, vitamina B12, folati, vitamina D, calcio e altri nutrienti.
Il controllo deve essere guidato da esami e quadro clinico.
Integrare alla cieca o affidarsi soltanto a prodotti multivitaminici può non correggere il problema.
Peso stabile e BMI normale non escludono perdita di massa muscolare o carenze.
Esiste una dieta che cura Crohn o rettocolite?
Non esiste un’unica dieta capace di curare tutte le IBD.
Alcuni protocolli nutrizionali e la nutrizione enterale hanno un ruolo in contesti specifici, soprattutto sotto supervisione specialistica.
Non devono essere applicati autonomamente sulla base di informazioni trovate online.
Eliminare glutine, latticini, legumi o tutti gli alimenti contenenti fibra non è richiesto per ogni persona. Le esclusioni devono avere un motivo preciso e, quando possibile, una strategia di rivalutazione.
Alimentazione nella IBS
Nella sindrome dell’intestino irritabile l’obiettivo principale è ridurre dolore, gonfiore e alterazioni dell’alvo mantenendo un’alimentazione sufficientemente varia.
Prima di iniziare una dieta restrittiva è importante verificare con il medico che la diagnosi sia appropriata.
Sangue nelle feci, anemia, febbre, dimagrimento involontario, sintomi notturni importanti, familiarità per patologie intestinali o esordio recente in età avanzata richiedono approfondimenti.
Le prime strategie possono comprendere regolarità dei pasti, tempo adeguato per mangiare, gestione di caffeina e alcol, scelta del tipo di fibra, idratazione, movimento e osservazione delle quantità effettivamente tollerate.
Low-FODMAP: una fase temporanea, non una dieta per sempre
La dieta low-FODMAP riduce temporaneamente alcuni carboidrati fermentabili che possono aumentare gas e richiamo di acqua nell’intestino.
Il protocollo corretto comprende:
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una fase limitata di riduzione;
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una fase strutturata di reintroduzione;
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la costruzione di una dieta personalizzata il più possibile ampia.
Rimanere per mesi o anni nella fase di eliminazione può impoverire la dieta, modificare l’apporto di fibra e aumentare la paura del cibo.
La low-FODMAP non cura le IBD e non deve essere usata per controllare l’infiammazione.
Gonfiore e intolleranze
Gonfiore e fermentazione non indicano automaticamente un’intolleranza o un danno intestinale. Quantità, velocità del pasto, stipsi, sensibilità viscerale, bevande gassate e polioli possono modificare il sintomo.
I test commerciali delle intolleranze basati su IgG, biorisonanza, capello o altri metodi non validati possono produrre lunghe liste di alimenti da eliminare senza utilità clinica.
Se vi è il sospetto di celiachia, gli esami devono essere eseguiti mentre si consuma ancora glutine, secondo indicazione medica.
Microbiota e probiotici
Il microbiota è coinvolto nella salute intestinale, ma i test commerciali non consentono generalmente di tradurre un profilo individuale in una dieta clinicamente validata.
I probiotici non sono tutti equivalenti: effetto, dose e indicazione dipendono dal ceppo e dal problema.
Nelle persone immunodepresse o con condizioni complesse devono essere valutati con maggiore cautela.
Domande frequenti
IBD e IBS possono essere distinte dai soli sintomi?
No. Dolore, diarrea e gonfiore possono comparire in entrambe. La diagnosi richiede valutazione clinica e, quando necessario, esami specifici.
Con Crohn o rettocolite devo evitare sempre la fibra?
No. La tolleranza e l’indicazione cambiano tra fase attiva, remissione, sede della malattia ed eventuali stenosi.
La dieta low-FODMAP riduce l’infiammazione delle IBD?
Non è il suo obiettivo. Può essere considerata per sintomi funzionali selezionati, ma non sostituisce il trattamento dell’infiammazione.
Posso mangiare latticini?
Dipende dalla tolleranza al lattosio, dalla fase clinica e dal quadro individuale. Non devono essere eliminati automaticamente.
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